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6 giugno 2016
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Il mago di Oz

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“Il Mago di Oz” una storia ricca di avvenimenti ma soprattutto densa di quelle metafore pedagogiche che ritengo importantissime in uno spettacolo per bambini e ragazzi. Il nostro “Mago di Oz “ è uno spettacolo musicale, cantato dal vivo, con numerose e coinvolgenti coreografie. Anche il divertimento è assicurato, attingendo ad esercizi di clowneria, trucchi teatrali adatti allo scopo ed inserendo notazioni dell’oggi televisivo. Oltre all’aspetto “spettacolare” vi è l’aspetto pedagogico, già presente nella storia originale, che nell’adattamento teatrale non viene sacrificato, ma anzi evidenziato ed ampliato.

Vorrei citarne alcuni della storia originale:

  1. Dorothy compie un viaggio in un mondo sconosciuto(scoperta del mondo degli adulti?) e riesce a ritornare a casa con un bagaglio di esperienza molto forte. Riesce a risolvere alcuni problemi con le sue migliori qualità :sincerità, bontà, costanza, coraggio, determinazione, fantasia, intelligenza, lealtà.
  2. Una bambina, uno spaventapasseri, un boscaiolo di latta, un leone pauroso ed un simpatico cane pur essendo molto diversi fra loro fisicamente e psicologicamente intraprendono un viaggio senza curarsi delle diversità. (accettazione dell’altro)
  3. Insieme affrontano le difficoltà, mettendosi ognuno a disposizione dell’altro. (l’unione fa la forza, altruismo,solidarietà)
  4. Il mago per soddisfare i suoi bisogni, promette di esaudire i desideri dei quattro, chiedendo l’uccisione della strega dell’ovest. Gli fa rischiare la vita, per di più senza essere in grado di esaudirli. (non affidarsi al primo che capita, non cercare scorciatoie per esaudire i propri desideri, la nostra volontà e impegno ci aiuterà ad ottenere ciò che vogliamo)
  5. Tutti si accorgeranno che quello che chiedevano al mago di Oz lo possedevano già. (fiducia in se stessi)

 

Ed altri che sono stati aggiunti dall’adattamento teatrale:

  1. La strega dell’ovest si scoprirà essere cattiva perché ha avuto un’infanzia infelice dove nessuno si è mai preso cura di lei. (cattivi non si nasce ma si diventa)
  2. Dorothy si rifiuta di uccidere la strega. Cerca un altro modo per risolvere il problema. (indulgenza, cercare sempre la soluzione migliore)
  3. La strega dopo essere stata accudita da Dorothy si sente amata e diventa buona. (tutti possono cambiare)

 

Insomma sembra proprio che non manchi niente, solo il giudizio del pubblico che come sempre è sovrano. Di una cosa siamo certi, di aver lavorato con passione, intelligenza e coraggio; proprio come i protagonisti della nostra storia.

 

Carmelo R. Cannavò